Detrazioni impianti elettrici 2021 – Agevolazioni fiscali su ristrutturazioni e adeguamenti normativi

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Nelle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, approvate dall’Agenzia delle Entrate, rientrano le spese di rifacimento degli impianti elettrici sostenute fino al 31 dicembre 2021.

Il rifacimento dell’impianto elettrico, essendo un’attività di manutenzione straordinaria, può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi con la percentuale del 50% per un importo massimo di spesa di 96.000 euro.

Detrazioni impianti elettrici

Di seguito vedremo una breve guida sul sistema di agevolazioni fiscali che riguardano gli interventi sugli impianti elettrici.

Quali interventi sono ammessi

Gli interventi ammessi sono definiti nella guida alle ristrutturazioni edilizie pubblicata dall’Agenzia delle Entrate (di cui trovi la versione integrale a questo link).

Al paragrafo 5.1 viene precisato che rientra nel sistema di detrazioni per gli impianti elettrici, la sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma e vale anche se l’intervento riguarda una singola abitazione o unità abitativa.

Gli impianti elettrici infatti, per essere considerati a norma, devono essere conformi al DM 37 08 e devono essere forniti di una dichiarazione di conformità che viene rilasciata dalla ditta che effettua i lavori.

Le aliquote delle detrazioni sugli impianti elettrici

L’aggiornamento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate innalza la percentuale della detrazione IRPEF dal 36% (prevista con il DPR 917/86) al 50% fino a fine 2021. Il calcolo delle agevolazioni viene effettuato non più su un importo massimo di 48.000 euro per unità immobiliare, ma di 96.000 euro.

Questo vuol dire che che sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi un importo massimo del 50% di 96.000 euro, cioè 48.000 euro.

Chi può beneficiarne?

Possono beneficiarne tutti coloro che sono soggetti al pagamento dell’Irpef, non importa che siano residenti o meno sul territorio italiano.

Le detrazioni spettano anche al coniuge o al componente di unione civile o eventualmente ai familiari. Hanno diritto alle agevolazioni purché ovviamente possono dimostrare di aver sostenuto le spese e siano intestatari di bonifici e fatture.

Come si ottengono le detrazioni per gli impianti elettrici

Le detrazioni per gli impianti elettrici si ottengono conservando i bonifici, i preventivi e le fatture pagate alla ditta che realizza l’intervento. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali dello stesso importo che verranno conteggiate proprio a partire dall’anno in cui viene effettuata la spesa.

Ai sensi dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Decreto Rilancio), i soggetti che negli anni 2020 e 2021 sostengono spese per gli interventi di ristrutturazione edilizia possono anche scegliere di avere il contributo sotto forma di sconto anticipato dai fornitori, oppure la cessione del credito d’imposta.

Cumulabilità risparmio energetico

Le detrazioni impianti elettrici non sono cumulabili con le agevolazioni previste per la riqualificazione energetica, pari al 65%. Per cui se l’intervento rientra in entrambi gli ambiti, è lo stesso contribuente a scegliere se presentare domanda per il primo o il secondo sistema di incentivi.

Cosa fare per ottenere le detrazioni sull’impianto elettrico

Per ottenere le detrazioni sull’impianto elettrico è necessario eseguire tutti i pagamenti tramite bonifico bancario o postale, indicando la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Inoltre si dovranno indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile su cui è stato effettuato l’intervento e gli estremi di registrazione dell’atto.
Per questo tipo di detrazione non serve più redigere l’APE (Attestato di Prestazione Energetica).

Nel caso in cui la normativa preveda l’obbligo delle condizioni di sicurezza nei cantieri, va inoltre inviata una comunicazione all’Azienda Sanitaria Locale in cui viene specificata chi è la committenza del lavoro, qual è il tipo di intervento e quali sono i dati che identificano l’impresa e la data di inizio dei lavori.

Comunicazione all’Enea

La comunicazione all’Enea è obbligatoria e va fatta entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.

Questa norma introdotta con la legge di bilancio 2018 è necessaria per valutare quanto l’intervento realizzato abbia contribuito al risparmio energetico o all’emissione di CO2.

La comunicazione deve essere inviata sul sito web dell’Enea.

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