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Impianto elettrico a norma – com’è fatto e quali normative rispetta?

L’impianto elettrico è uno degli elementi più importanti e delicati all’interno di ogni abitazione, ufficio, fabbrica o negozio. Un impianto elettrico a norma previene il rischio di incendi o di folgorazioni, proprio per questo è importante che sia fatto “a regola d’arte”.

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In questa guida vedremo com’è fatto un impianto elettrico a norma, di quali componenti ha bisogno e delle certificazioni che sono imposte dalla normativa vigente.

Quando un impianto elettrico è a norma?

Il DM 37-08 è il decreto ministeriale a cui bisogna far riferimento nella progettazione impiantistica, assieme a tutte le norme CEI per gli impianti elettrici che ogni buon elettricista è tenuto a conoscere.

Sono diverse le direttive che fanno riferimento alla dichiarazione di conformità, un documento che viene rilasciato al termine del lavoro di installazione o manutenzione dell’impianto elettrico, che sia civile o industriale non importa.


Monico Impianti dal 1946 si occupa di impianti elettrici civili e industriali e collabora con privati, aziende e pubbliche amministrazioni della provincia di Belluno. Siamo tra i pochi a rilasciare la certificazione GRATIS al termine di ogni lavoro completato.

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Perché realizzare un impianto elettrico a norma?

Non sarebbe meglio rivolgersi ad un amico o a un conoscente, così da ottenere anche un forte risparmio? In fondo l’impianto elettrico non si vede!

I dati più recenti forniti dall’ISTAT rivelano che ogni giorno, in Italia, si verificano circa 500 incidenti domestici originati da cause elettriche. Nel nostro Paese esistono ancora tantissime abitazioni realizzate prima del 1990 che non rispettano i parametri di sicurezza moderni.

Alcuni riferimenti normativi

Con la legge 46/90 è stato stabilità che solo tecnici qualificati e progettisti abilitati possono progettare, installare e certificare impianti elettrici. Inoltre dal 1990 è obbligatorio l’interruttore differenziale di sicurezza, quello che viene più comunemente chiamato salvavita a cui va abbinato un dispositivo di protezione dalle sovratensioni, cioè l’interruttore magnetotermico.

La norma CEI 64-8 è un punto di riferimento per le civili abitazioni (e non solo) perché fa riferimento agli impianti di bassa tensione, specificando le dotazioni minime, i criteri di sicurezza, le verifiche e le manutenzioni da rispettare.

Come deve essere l’impianto elettrico a norma

La rete impiantistica non va improvvisata: così come i pilasti hanno una precisa dimensione affinché la struttura non crolli, anche i cavi elettrici e i dispositivi collegati devono rispettare delle caratteristiche minime per garantire un funzionamento in sicurezza.

Affinché nulla sia lasciato al caso, è necessario un progetto dello schema elettrico, con degli elaborati grafici su cui sono indicati tutti i componenti elettrici attraverso dei simboli semplificativi.

A questo punto la ditta installatrice redige un compito metrico, cioè un elenco di tutti i dispositivi e i componenti che verranno installati, così da avere anche un prezzo dei lavori, inclusa la manodopera.

Il quadro elettrico

Viene chiamato anche quadro di distribuzione ed è il cuore dell’impianto elettrico civile di ogni abitazione. Deve essere facilmente accessibile dall’utente e va collegato direttamente con l’impianto di terra dell’edificio.

L’interruttore generale dipende dal tipo di contratto con il gestore dell’energia. Se si ha un contratto da 3 KW, in genere si installa un interruttore da 25 A, per contratti da 6 KW viene invece utilizzato quello da 32 A.

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Tutti i circuiti devono essere ben indicati, così da poterli riconoscere facilmente in caso di manutenzione. Oltre agli interruttori salvavita, qui bisogna lasciare in genere un 15% di spazio in più per eventuali futuri ampliamenti.

Interruttore automatico Stop&Go

Molto efficace è il salvavita Stop&Go a riarmo automatico. Rispetto al passato, questo dispositivo esegue un rapido check-in dell’impianto ogni volta che scatta il salvavita.

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Se non ci sono guasti, lo Stop&Go ricollega automaticamente la corrente elettrica, altrimenti lascia l’impianto scollegato. E’ utilissimo soprattutto quando si è fuori casa e si vuole evitare che alcuni apparecchi (es. frigorifero o congelatore) restino senza energia elettrica.

I cavi elettrici

Hanno dei colori differenti così da poter essere riconosciuti immediatamente. Per avere un impianto elettrico a norma, i cavi devono avere un diametro minimo di 6mmq ed essere facilmente sfilabili.

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Punti luce, interruttori e cassette

Un impianto elettrico a norma ha tutte le sue componenti che rispecchiano le caratteristiche e le prescrizioni normative. Sono previsti, infatti, un numero di punti luce e di interruttori minimi in base alla dimensione dell’appartamento.

Si tratta di un investimento che durerà tanti anni, per cui meglio scegliere una ditta che utilizza materie prime di qualità, ci eviterà dei costosi lavori di manutenzione o di rifacimento anzitempo.

Il numero e il tipo di prese deve essere sufficiente a coprire tutte le esigenze dell’utenza, così da evitare l’uso di prolunghe o multiprese mobili (le cosiddette ciabatte elettriche), che non sono a norma e non rappresentano una soluzione sicura. Lo stesso ovviamente vale anche per antenna e cavo tv.

Approfondimenti: come prolungare il cavo dell’antenna tv

Il tuo impianto elettrico è a norma?

A questo punto la domanda sorge spontanea: come faccio a verificare se a casa ho un impianto elettrico non a norma?

Rispondi a queste 5 domande

  1. L’impianto elettrico è stato realizzato da un’impresa certificata?
  2. Al termine dei lavori è stata rilasciata una dichiarazione di conformità? Eventualmente puoi chiedere al tuo amministratore di condominio.
  3. L’impianto ha il salvavita e il dispositivo di protezione dai sovraccarichi (differenziale e magnetotermico)?
  4. I cavi elettrici sono tutti coperti e sistemati all’interno della canalina oppure ci sono dei cavi a vista?
  5. Le prese sono fissate a muro e sono stabili e sicure?

Se anche una sola risposta a queste domande è “no” o “non lo so”, allora il tuo impianto potrebbe non essere a norma.

Impianto elettrico a norma costo

L’impianto elettrico è un investimento a lungo termine, per cui meglio spendere qualcosa in più che poi ritrovarsi un rischio di incendio o di folgorazione in casa.

La normativa non ammette impianti elettrici non a norma per cui tutti gli impianti di nuova realizzazione devono necessariamente rispettare quelle che sono le disposizioni di legge.

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Per gli impianti elettrici vecchi invece è possibile detrarre dall’IRPEF fino al 50% della spesa sostenuta per gli interventi di ristrutturazione fino ad un massimo detraibile di 96.000 euro.

Approfondimenti: rifacimento dell’impianto elettrico, la guida completa

Un impianto elettrico a norma ha un prezzo che dipende da tantissimi fattori. In linea di massima possiamo dire che è funzione dei metri quadri da servire, ma dipende anche dalla presenza di possibili dispositivi di nuova generazione (impianti di videosorveglianza, videocitofonia, domotica, …)

Manutenzione e controlli

L’impianto elettrico con il passare del tempo si usura per cui va sottoposto a controlli periodici. Da quanto tempo non fai controllare il tuo impianto? Sapevi che almeno ogni 5 anni sarebbe importante verificare che tutti i dispositivi non abbiano problemi e siano ancora efficienti?

Hai bisogno di verificare che il tuo impianto elettrico sia a norma? Hai un impianto non a norma e vuoi renderlo più sicuro? Hai bisogno di verificare l’impianto di casa e ottenere la Dichiarazione di Conformità?

Se sei della provincia di Belluno, il nostro staff è a tua disposizione per lavori

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